“America perduta” di Bill Bryson

Ho scelto “America perduta” di Bill Bryson, vedendolo esposto su uno scaffale dove c’erano in promozione libri con racconti di viaggio, perché i Road Trip americani mi affascinano sempre tantissimo. Tanto che sono riuscita a farne uno (magari ve lo racconto appena ho un attimo per mettere insieme i meravigliosi ricordi) col risultato di aumentare la mia passione per questo genere di viaggio.

Bill è un americano trasferitosi in Europa (Inghilterra per la precisione) che decide di intraprendere un viaggio nella nostalgia e nei ricordi della sua infanzia.
Un itinerario che ripercorre alcune delle tappe delle vacanze di famiglia. Vacanze che all’epoca non erano così entusiasmanti, ma che ora, a distanza di anni, esercitano ancora fascino nella memoria dello scrittore.

Intraprende il viaggio per rendersi conto di quanto i ricordi impressi nella nostra memoria non sempre siano corrispondenti alla realtà. Un po’ per i cambiamenti dovuti al trascorrere del tempo e un po’ perché il mondo, visto con gli occhi di un bambino, è sempre più affascinante di quanto non sia in realtà.

Un misto di delusione, entusiasmo, nostalgia e senso di straniamento accompagnano il protagonista per tutto il tragitto.

Bryson ci permette di scoprire un’America diversa dalle solite mete scintillanti e piene di fascino che vengono sempre raccontate.
Ci parla di quegli stati di cui si sente parlare di sfuggita, magari perché il protagonista di qualche film, ci è nato, ma si è affrettato ad abbandonarli per cercare un futuro migliore.

Nella mediocrità o, a volte, arretratezza di questi luoghi, io comunque ho trovato ugualmente un certo fascino.
Una mentalità e un modo di vivere talmente distante da me che per certi versi mi provoca curiosità.

Passa anche per le “tappe obbligate” (Nevada, California, grandi parchi), ma descrivendole con un sarcasmo che si addice perfettamente ad un americano che ha scelto di vivere altrove ed ha quindi tutto il diritto di commentare in modo “nudo e crudo” mettendo il focus, non sulle meraviglie, ma sulle criticità della sua patria di origine.

Questa è la differenza che ho apprezzato di più: l’America vista con gli occhi di un suo abitante e non con l’enfasi di un turista che sogna di fare questo viaggio e lo carica di tantissime aspettative.

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Metti una domenica di sole…

Vizi domenicali

Oggi è una bella domenica di sole, ma alla sottoscritta tocca:

  • accompagnare il marito in stazione che parte per lavoro;
  • vedere annullato il pomeriggio di gossip e merenda con le amiche;
  • affrontare un mese senza lattosio per sospetta intolleranza.

Le scelte sono 2: tornare a casa e “divanizzarmi” oppure cercare gratificazione da altre parti. (non pensate male, si tratta ovviamente di cibo 🙂 )

Scelgo la seconda ipotesi e dopo aver salutato MyLove, mi faccio un giro a piedi in zona Garibaldi.

Finalmente trovo il Fancytoast, di cui ho sentito parlare molto e bene. Il locale è piccolino, ma volendo si può mangiare all’interno. Tutto molto American style (che io adoro). Il ragazzo che mi serve è gentilissimo (glisso sul fatto che mi abbia dato del lei…è l’unica pecca, ma evidentemente è più colpa mia che sua 😉 ). Prendo un Salmon West Toast con la variante della crema di avocado, una Pompelmonade e 1 caffè americano. So che potete trovarlo su tantissimi siti di consegna a domicilio e quindi proverò anche questa soluzione. Pago il giusto e mi avvio verso la metro.

Non essendo ancora del tutto appagata, il mio occhio cade sul California Bakery di corso Como…3,2,1…entro e prendo una fetta di Red Velvet, anch’essa da asporto.

Arrivata a casa inizia la mia merenda rinforzata.

Il toast è buonissimo. Leggero e gustoso. La fetta di pane è proprio ciò che fa la differenza. Le aspettative sono state confermate e quindi ora non resta altro da fare che provare il resto del menù. La pompelmonade è fresca e per nulla amara come si potrebbe temere. Il caffè caldo al punto giusto quindi ho potuto sorseggiarlo passeggiando senza ustionarmi come spesso accade coi caffè americani.

Passo infine alla Red Velvet che è semplicemente sublime! Una delizia del palato, ma è risaputo che California Bakery è una garanzia in fatto di dolci americani. E’ stato il mio degno arrivederci (speriamo) al lattosio che dovrò evitare per almeno un mese.

Ora per completare il relax mi concentro sul puzzle da 4.000 pezzi che mi attende da un po’, ma questa è un’altra storia…

 

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The Alchemist – Paulo Coelho

The Alchemist – Paulo Coelho

Chissà perché non l’ho mai letto prima?!

E’ da tempo che questo libricino aspetta il suo turno nella mia libreria.
Finalmente il momento è arrivato. L’ho letto molto in fretta perchè è davvero piacevole.
Un’avventura, uno stile di vita, una bella lezione da imparare.

Non avevo mai letto nulla di Coelho, ma mi ha subito conquistata per la semplicità e al contempo la profondità delle sue parole.

Abbraccia la spiritualità in maniera semplice e alla portata di tutti. L’anima del mondo, le parole del cuore, sono concetti ai quali mi ero già interessata, ma qui sono applicati ad una storia concreta. Ognuno di noi potrebbe diventare un alchimista se solamente iniziasse a seguire il cuore. (forse l’idea è un po’ semplificata, ma è comunque efficace).

Il concetto secondo cui “se desideri fortemente qualcosa, l’intero universo si muove per fartela raggiungere” non è nuovo, ma è bello vederlo vissuto da un semplice pastore che troverà un tesoro molto più grande di quello che si aspetta.

La curiosità di sapere cosa accadrà a questo ragazzo è sempre tanta, fin dalle prime pagine. Ogni volta che dovevo interrompere la lettura perché arrivata alla mia fermata, la domanda che mi ponevo era sempre: “come andrà a finire?”, “chissà dove e cosa sarà il tesoro che cerca?”.

La fine è stupenda e fa proprio capire il concetto che tanti ci ripetono sempre: “Alla fine la meta è il viaggio”.

Io ho letto un’edizione in inglese (The international bestsellers).

Per info sull’artista

http://paulocoelhoblog.com/

https://it.wikipedia.org/wiki/Paulo_Coelho

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La La Land

Domenica scorsa sono andata a vedere La La Land.

Dopo molto tempo che non frequentavo le sale cinematografiche, mi sono regalata un pomeriggio di relax. Ho preso la metro (il bello di vivere a Milano è anche la possibilità di fare tante cose senza dover per forza guidare), sono arrivata in Duomo, ho comprato il biglietto per lo spettacolo delle 16 e mi sono seduta, da sola (per la prima volta) pronta per godermi lo spettacolo.

Direi che me lo sono goduto eccome. Innanzitutto la location. Ok le multisale modernissime eccetera, ma vuoi mettere la cornice che ti offre l’Odeon in Piazza Duomo?!

Sala piena, io seduta in un posticino laterale dove vedevo benissimo, nessuna distrazione.

Parte il film e capisco subito che è “uno dei miei”. Gente imbottigliata nel traffico che esce dalle macchine ballando e cantando…ok, questa è roba per me! 🙂

Il film vola via in fretta, o almeno così percepisco io lo scorrere del tempo, visto che la storia mi appassiona da subito.

Non sono brava a recensire film quindi cercherò di non spoilerare il finale o altre parti salienti. Posso dire che è un musical molto avvincente, con canzoni che ti entrano in testa subito. Gli attori sono favolosi e non solo perchè Ryan Gosling è stupendo con quella faccia da schiaffi adorabile, ma perchè sono bravi per davvero. Vorrei riuscire io a ballare come loro in soli 7 mesi. Avrei la mia considerazione sul finale, ma non la dirò qui (chiedetemi in privato se vi interessa).

Sembra quasi tutto fin troppo perfetto per essere vero, ma direi che ogni tanto ci sta. Ora aspettiamo il responso degli Oscar, ma in fondo poco importa… per me è già entrato di diritto nell’elenco dei film preferiti.

Ve lo consiglio specialmente se amate i Musical, le storie d’Amore e se avete voglia di sentire le farfalle nello stomaco.

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Proposito 2017: un passo in più verso l’ecologia casalinga

Vivere Ecogreen

Quest’anno ho deciso di provare ad impegnarmi di più per fare la mia microscopica parte ed essere un po’ più attenta all’ecologia.

Non posso limitarmi sempre ad indignarmi quando leggo o vedo notizie su come questo pianeta viene distrutto e maltrattato giorno per giorno.

http://mediterraneo.wwf.it/plastica.html

Sono consapevole che il mio sforzo, per quanto grande, sia una goccia nell’oceano, ma se non partiamo da noi stessi, come possiamo pretendere che le cose migliorino?

Ho deciso che in ufficio, per quanto possibile, utilizzerò solo materiale durevole perciò mi sono procurata:

una bottiglia di vetro per l’acqua (che bevo durante tutta la giornata),

una tazzina di ceramica per il caffè,

una tazza (quella in realtà la uso già da parecchio tempo) per le bevande calde,

posate di metallo per il pranzo.

Unire queste piccolissime cose, all’autobus che finalmente sono tornata ad usare mi rende già più leggera.

Sicuramente si può fare di più e vedrò di impegnarmi per farlo.

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Natale 2016 – Odissea regali

Ogni anno a Natale è sempre la stessa cosa: ansia da regalo!

E’ dura trovare sempre qualcosa di originale evitando i salassi, ma ogni volta quando vedo i risultati sono sempre molto soddisfatta.

Se volete vi racconto che idee mi sono venute quest’anno in base alla tipologia di persone a cui erano destinati i vari doni, così potete eventualmente prendere spunto.

Le mie Amiche di danza.
Ogni anno organizziamo una cena natalizia dove tutte e 7 ci impegniamo per essere presenti visto che ora ognuna ha i suoi impegni e viviamo anche parecchio distanti.
Tradizione vuole che si ceni insieme e a fine cena ci si scambi i regali.
Niente di impegnativo. Un pensierino giusto per rendere l’albero più bello e ricordarci ogni anno di volerci sempre bene.
Quest’anno ho scelto un pensierino semplicissimo.
Una matita ecologica che sul fondo contiene dei semi. Una volta che la matita diventa inutilizzabile perché troppo piccola, si può piantare in un vaso e, annaffiando, cresce una piantina (peperoncino, basilico, fragole, coriandolo ecc…).
La parte creativa di tutto ciò è stato l’impacchettamento.
Ho incartato le matite con carta da pacco (mi piace sempre tantissimo). In giro per negozi ho trovato degli stecchi lunghi con cappellino di babbo natale, ho preso della rafia e ho fatto un fiocco e col pennarello ho disegnato occhi naso e bocca.
Il risultato è questo e per me è carinissimo.

Per la mia madrina e per mia sorella ho optato per dei biglietti di uno spettacolo a teatro.
Li ho comprati e messi in una busta che ho decorato alla mia maniera.
Nulla di straordinario, ma sicuramente personalizzato.
Io adoro biglietti e regali personalizzati e se so che qualcuno li apprezza do libero sfogo alla fantasia.

Per le famiglie abbiamo preparato dei cesti con prodotti tipici della valcamonica.
Abbiamo comprato i cesti, carta e paglietta per riempirli e chiuderli e poi ho personalizzato i bigliettini con un lavoretto da “art-attak” per personalizzarli un pochino.

Alle mie colleghe ho fatto giusto un pensierino simbolico.
Al mercato di Garabombo ho trovato dei sacchettini di spezie provenienti dallo Sri Lanka.
Li ho impacchettati e distribuiti facendoli scegliere a caso.

Un ultima cosa è il calendario dell’avvento. In ufficio, per spegnere un po’ il grigiume delle pareti, mi sono ingegnata con una cosa semplicissima, ma con un risultato finale carino.
Ho stampato in A3 un calendario di dicembre (nel mio caso quello di iCal). Ho cercato in internet dei disegnini colorati a tema natalizio, li ho stampati e ritagliati e ogni giorno ne ho attaccato uno.
Questo è il risultato finale.

Ecco…questo è quanto.
Personalmente io prediligo scegliere regali solidali, utili o comunque provenienti da artigiani o da piccoli negozianti (eccezion fatta per regali specifici che non posso comprare nei piccoli negozi).

Non so se vi ho dato qualche spunto, ma sicuramente con un po’ di ingegno e fantasia si possono fare bei pensieri senza svuotare le tasche.

Buon Natale a tutti

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Follow Deejay – Catteland

Venerdì 2 dicembre io e la mia amica Corinne siamo andate a Radio Deejay per il Follow Deejay del programma “Catteland”.

Tantissime persone mi hanno chiesto come ho fatto e ho pensato di spiegarlo (anche se non c’è davvero nulla di segreto o particolarmente complicato).

Basta andare sul sito di Radio Deejay, cercare la sezione del Follow Deejay, registrarsi e scegliere il programma al quale si vuole assistere.
Da qui in poi, viste le numerose richieste, dovete solo incrociare le dita e aspettare che arrivi il vostro turno per essere richiamati.
Vengono ospitati un paio di “followers” a trasmissione quindi la richiesta è abbastanza alta..

Io e Corinne ci siamo presentate in radio a mezzogiorno meno 10 (il programma va in onda dalle 12 alle 13), ci siamo registrate in portineria e siamo salite.

Il clima era stupendo: una bella festa tra amici.
Alessandro Cattelan è davvero una persona adorabile e le ragazze della redazione sono fantastiche.

Noi, da buone pavesi, abbiamo portato pane, salame e vino rosso, tutti rigorosamente dell’Oltrepo.
Scelta azzeccatissima, visto l’orario, e molto gradita vista la velocita con cui è sparito tutto in pochissimo tempo.

Ci siamo trovate molto bene e sentite proprio a nostro agio.

Dopo la trasmissione, visto che la giornata era stupenda e anche abbastanza calda per essere dicembre, abbiamo fatto un giro in zona, mangiato una cosa al volo e fatto un sacco di fotografie.

Il sole splendente, angoli stupendi di Milano, i tram caratteristici e tanta fantasia fanno sì che ci si possa sbizzarrire con foto di ogni tipo.

Io amo Radio Deejay, ogni occasione è buona per andare a fare visita, ma con un’amica speciale è ancora tutto più divertente.

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That’s Bakery per cena

Oggi consiglio un posto: That’s Bakery!

Ieri all’improvviso mi sono trovata una serata libera da passare a casa da sola.
Nessuna idea su cosa fare da mangiare e poca voglia di cucinare perciò ho incominciato a pensare a dove potevo prendermi qualcosa di buono per cena.

All’improvviso l’illuminazione: a poche fermate di tram dall’ufficio potevo arrivare al That’s Bakery in via Vigevano (a due passi da Porta Genova).
Ho mandato un messaggio tramite la pagina facebook per sapere se potevo prendere qualcosa da asporto e mi hanno risposto praticamente subito.
Sono arrivata per le 19 e, dopo una breve attesa, sono partita per la volta di casa col mio sacchettino pieno di cose buone.
Ho preso uno “Sandwich plate” che comprendeva un sandwich a scelta (io ho optato per il mio amato Club Sandwich) e un contorno di: misticanza, patate fritte, pannocchia al burro e purè del giorno.
Giusto per completare l’opera ho preso anche un Manhattan Cupcake al cocco. (la vetrina dei dolci è davvero irresistibile, no può essere ignorata)
Sicuramente mangiare in loco permette di gustare al meglio tutto, ma il tragitto fino a casa non ha scalfito di molto la bontà di questa cenetta.

Era tutto ottimo. Il club sandwich aveva fette di pane belle spesse e gli ingredienti erano gustosissimi.
Il cupcake era semplicemente divino. Certo, assolutamente non dietetico, ma una lo sa a priori che sarà uno sgarro alla regola…un delizioso e gratificante sgarro 😉

Ho scoperto casualmente That’s Bakery qualche anno fa, passandoci davanti durante un giro di shopping.
Ci sono stata alcune volte per il brunch e ieri si è rivelata un’ottima idea anche per la cena.
Si può anche passare per prendere qualche dolce sfizioso (tutti in stile americano…c’era una torta Red Velvet che mi chiamava con amore, ma lì sono riuscita a resistere…stavolta).
Il locale è molto carino e i ragazzi sono stati molto gentili.
Il cibo è buono, i prezzi in linea con locali dello stesso genere e lo consiglio assolutamente.

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Ginger e il ponte di Ognissanti

Ciao a tutti, io sono Ginger,

una splendida border collie di 4 anni e volevo raccontarvi la mia vacanzina in occasione del ponte di Ognissanti.
I miei padroni sono partiti e purtroppo non potevano portarmi con loro questa volta, così Elisabetta e il suo fidanzato si sono offerti di ospitarmi.
Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma alla fine è stata una vacanza bellissima.
I miei padroni mi sono mancati, ma mi sono comunque divertita molto.

Sono stata quasi tutti i giorni almeno 2-3 ore al parco. Il parco delle Cave è sempre bello, ma coi colori autunnali ha davvero un sapore speciale.
Ho trovato un sacco di legnetti perfetti da essere lanciati e ripresi e devo dire che sono una campionessa in questo. E’ assolutamente uno dei miei giochi preferiti.

Venerdì sera mi hanno portato ad un aperitivo di compleanno in un bel locale di Milano che si chiama “A casa Eatery“. Sono stata la benvenuta e mi hanno coccolato tutti.
I miei amici umani dicono di aver mangiato molto bene, ma soprattutto sono rimasti affascinati dall’atmosfera del locale che sembra proprio quella di una casa di amici.

Domenica è stato il giorno più bello. Siamo andati a fare una passeggiata sul sentiero della Grigna bassa.
Partenza da Pian dei Resinelli per un bel giro di circa 5 ore. La giornata era molto calda per essere autunno e siamo stati molto bene.
La prima tappa è stata all’agriturismo Pian delle Fontane a comprare delle squisite formaggelle di capra (almeno così dicono i miei amici umani perché io non le ho assaggiate).
Abbiamo proseguito fino al rifugio Carlo Porta per un riposino e poi ancora per sentieri nel bosco sotto la Grignetta.
Io ho rincorso talmente tanto il legnetto che a sera ero esausta, ma mi sono divertita tantissimo.

Stavo molto bene anche in casa. Abbiamo guardato tanti film e mi sono fatta una scorpacciata di coccole.
I miei padroni sono tornati martedì a prendermi ed ero felicissima di rivederli però ammetto che mi sono trovata bene anche coi miei nuovi amici che spero di rivedere presto.

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Pudding con semi di Chia

Miracolosa Chia?

E’ già da un po’ che utilizzo i semi di Chia visto che soffro di colesterolo alto sono indicati per la loro notevole concentrazione di Omega 3.

Sono semi piccolissimi che arrivano dalla pianta della Salvia Hispanica e se ne sente parlare per via dei notevoli benefici per la salute.

Prima li mangiavo semplicemente unendoli al momento allo yogurt, ma ultimamente, ho deciso di iniziare a sperimentare.

Prima prova: il pudding.

Direi che più semplice di così non si può 🙂

Ho preso un vasetto di vetro (mi spiace sempre buttarli quando li svuoto), ho unito 200 ml di latte di riso (si può usare il latte che volete, ma io ho preferito questo perchè non uso quello vaccino), 30 gr di semi di chia, un cucchiaio o due (dipende da quanto lo volete dolce) di miele.

Ho messo il vasetto in frigorifero per una giornata intera e stamattina l’ho assaggiato.

Ottima alternativa al budino o allo yogurt.

Ovviamente ci si può sbizzarrire unendo gli ingredienti che più preferite (frutti rossi, frutta secca, sciroppo d’acero, semi di girasole…).

E’ la prima prova, ma sperimentare è la regola in questi casi 🙂

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